Un progetto in collaborazione con alcuni Istituti Alberghieri per rendere il cibo “piacevole” anche per le persone che soffrono di disfagia. Di seguito, il testo del progetto che ha dato il via ai lavori.
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OGGETTO: IL CIBO, IL MANGIARE, NON SEMPRE RISULTA UN PIACERE……
La DISFAGIA, possiamo dire semplificando, rappresenta la difficoltà a deglutire sia cibi solidi, sia semiliquidi.
In Italia sono oltre 3 milioni le persone colpite da questa sintomatologia complessa, possiamo dire che una persona su 5 ne è coinvolta anche se un’altissima percentuale di queste persone non ne parla con il medico, sottovalutando questo disturbo che può portare a conseguenze pericolose come la malnutrizione, la disidratazione e la polmonite ab ingestis.
Per questi motivi la disfagia è presa molto seriamente in ambiente sanitario e la sua cura e riabilitazione sono di fondamentale importanza.
La cura e i rimedi per la disfagia prevedono l’utilizzo di diverse metodiche che passano dalla modalità di assunzione del pasto, alla postura più idonea (busto eretto, capo flesso. . .), tecniche particolari di compenso, esercizi di muscolatura oro – faringea; ma tutto questo necessita dell’attenzione di personale sanitario competente.
Importante in molti casi è l’intervento del Logopedista, che può indicare interventi personalizzati attraverso specifiche attività riabilitative.
Ma non sono questi gli aspetti a cui intendiamo dedicare la nostra attenzione.
Possiamo senz’altro affermare che una percentuale elevata coinvolge persone anziane e/o con disabilità complessa (grave e gravissima) e comunque in tutti quei casi in cui si verifica un indebolimento dei muscoli deputati alla deglutizione, oltreché ad una modificazione del coordinamento muscolare del sistema nervoso.
Cosa c’è dietro al cibo: piacere – gusto – lavoro – sacrificio – sfruttamento della terra – e tanto altro ….
Il nostro obiettivo progettuale sarà quello di non mortificare il pranzo della persona disfagica, ma di sviluppare abitudini, opportunità alimentari, realmente efficaci affinché queste persone possano diventare più consapevoli del rapporto con il cibo.
Mangiare, alimentarsi, non solo per sostenersi.
Alcuni esperti ci spiegano che esistono molteplici collegamenti tra cibo, pensieri, emozioni, e come sia importante rendere più funzionale, trovare apprezzamento al cibo, che non deve solo nutrire, ma essere apprezzato, gustato, e anche momento di relazione.
Anche i colori con cui un piatto viene presentato possono essere fonte di sentimenti, di emozioni.
Si dice che il colore rosso si identifica con la felicità, il verde con la soddisfazione, il marrone con la tristezza …. ecc.
Con questo nostro, solo apparentemente, semplice progetto, non intendiamo produrre ricette, bensì vogliamo dedicare impegno alla PREPARAZIONE e alla PRESENTAZIONE di piatti con cibi frullati, perché così devono essere somministrati. Sicuramente non intendiamo depotenziare il cibo e ridurlo ad elemento nutrizionale, ma provare invece ad evidenziare quei valori di incontro, di socializzazione, di amicizia, di solidarietà che da sempre il cibo – BEN CURATO – riesce a connettere e rappresentare.
Vogliamo sollecitare nella persona disfagica un miglior appagamento del gusto attraverso la somministrazione di piatti presentati in modo assolutamente inedito, dando spazio alla capacità, alla fantasia, alla creatività di studenti ed insegnanti/chef decisi a dedicare impegno e professionalità in questo ambito.
L’associazione LE QUERCE DI MAMRE proverà a coinvolgere le seguenti realtà:
- L’associazione Sindrome X Fragile;
- L’associazione ANGSA (Autismo);
- Il Centro sociosanitario accreditato Nucci Novi Ceppellini (Coop CRESS – Coserco);
- Il Centro sociosanitario accreditato La Magnolia (CRESS – Coserco);
- L’Istituto alberghiero IPSOE Marco Polo;
- L’istituto alberghiero Miretti Is.For.Coop. di Varazze, Via Bonfante;
Sarà inoltre nostra cura contattare e coinvolgere anche l’Istituto il Dipartimento semplice di Foniatria, che fino a pochissimo tempo fa è stato diretto dalla Prof. Beatrice Travalca ed al cui interno operano foniatri davvero importanti e qualificati, come la Dott.ssa Paola Castellini, che riteniamo risulterà disponibile a collaborare con noi. Un’altra importante professionista Foniatra, con cui cercheremo di collaborare è la dott.ssa Paola Maccagno della ASL 3 genovese.
L’impegno, il diretto coinvolgimento di studenti ed insegnanti che il Dirigente Scolastico delle varie realtà avrà individuato, porterà alla realizzazione di una relazione finale corredata di foto e video di quanto realizzato; questo materiale potrà essere messo a disposizione delle varie ATS del Territorio e soprattutto potrà essere inviato alle strutture residenziali e diurne che ospitano persone disabili ed RSA per anziani che certamente possono provare a mettere in atto quanto prodotto.
Pensiamo sia a questo punto inutile ulteriormente sottolineare e ribadire la nostra chiara volontà di riuscire a concretizzare un interessante progetto, ben consapevoli che lo scopo principale e prioritario è quello di offrire alle persone con grave disabilità, ed anche ad anziani coinvolti da questa difficoltà, un miglior futuro approccio al pasto, all’alimentazione quotidiana, offrendo nuove indicazioni ai referenti delle cucine delle realtà operative del Territorio e fuori da esso.
Genova 20 gennaio 2023
Per l’associazione LE QUERCE DI MAMRE
Roberto Bottaro
I primi due esmpi di tutorial che si possono distribuire agli specialisti che si occupano della preparazione dei cibi
