LE QUERCE DI MAMRE
Progetto futuro – obiettivo da perseguire
Dopo di Noi/chousing ma anche
RISORSA per il Territorio
Titoli possibili:
Tessuti di Vita” – Un’immagine che evoca la diversità delle persone e la loro capacità di intrecciarsi creando un tutto unico.
“Vivere Insieme, Crescere Insieme” – Evidenzia l’aspetto relazionale e la crescita personale all’interno della comunità.
“Punto e a capo”
Al termine dei due incontri diritti al futuro – il progetto di vita, ci eravamo posti come impegno quello di provare a delineare un PROGETTO SPERIMENTALE da perseguire per i prossimi 2/3 anni.
Dal mio punto di vista penso sarebbe interessante provare a condividere una proposta che provi, a rispondere all’oggettivo bisogno di residenzialità che certamente coincide con le aspettative, con i desideri di molte persone con disabilità. Persone che mi auguro possano sempre più e sempre meglio essere messe nella condizione di esprimere direttamente il Loro pensiero, la loro ansia di realizzare una prospettiva di Vita come esse vorranno. Ma questa proposta non si vuole limitare a fornire una risposta alla residenzialità intende andare oltre.
Insieme ad alcune famiglie, all’architetto Gianni Giudice abbiamo visitato una struttura a Multedo/Pegli, in Via delle Ripe un ampio ex asilo di circa 1.200 mq interni, con un bel giardino esterno, di proprietà della Congregazione Suore Nostra Signora della Neve che intendono venderla.
Lasciamo per un momento da parte i costi per acquisirlo ed anche quelli per adeguarlo ed approfondiamo invece per farne che cosa? Innanzitutto, desideriamo restare nello spirito all’interno della legge della Ministra Alessandra Locatelli e vogliamo impegnarci per costruire un futuro nel quale ciascun disabile possa essere protagonista ma anche risorsa per la Comunità.

Questi spazi potrebbero ben adattarsi a realizzare:
- DUE distinte Case Dopo di Noi con un cohousing di max 5 persone in ogni realtà – quindi due moduli da 5 persone come la lg 112 intende. Ovviamente la gestione quotidiana e continuativa si potrà effettuare con il contributo Dopo di Noi / Vita Indipendente.
- In almeno una di queste realtà abitative si dovrà poter inserire anche una/due persone che necessitino di un maggior grado di assistenza sanitaria – aspetto non previsto specificatamente dalla lg 112/2016 Dopo di Noi, ma sicuramente auspicato da molte famiglie, in alternativa al Centro sociosanitario riabilitativo certamente economicamente maggiormente oneroso. Si potrebbero individuare persone oggi ospiti in Centri sociosanitari riabilitativi che a detta dei referenti Corerh sono impropriamente inseriti e potrebbero trovare un diverso inserimento in una Casa che riproduca l’ambiente famigliare, liberando alcuni posti per persone con un più elevato grado assistenziale.
- In queste due Case si dovrebbe prevedere anche un ulteriore posto per situazioni di emergenza temporanea.
- Un punto di distribuzione di BANCO ALIMENTARE – gestito direttamente da alcune delle persone disabili della Casa, aiutati da volontari
- Questa struttura può contare su spazi adeguati, già nel passato adibiti a cucina. L’idea è di realizzarne una in grado di produrre pasti o comunque qualcosa di specifico da “veicolare” per/nel Territorio, scuole, o altro. I principali interpreti di questa opportunità dovranno essere proprio le persone con disabilità, che ogni giorno faranno in modo di occuparsi anche dell’accoglienza. del pasto di max 4 persone indigenti/disagiate per far sentire la vicinanza di persone con disabilità che intendono, come prima dicevamo, diventare loro stesse RISORSA.
- Adeguamento di una Sala capace di accogliere un buon numero di persone da mettere a disposizione di Associazioni, Enti, Municipio, ecc. per incontri, eventi dei quali – se richiesto – ci si potrà far cura del catering con risorse interne. Questa sala potrà essere realizzata con la possibilità di proiettare nel migliore dei modi, potrà essere predisposta per dirette streaming, connessioni per workshop on line in sala ecc.
- Allestimento di LABORATORI di Ceramica, cucina, musica……
Quali soggetti potranno coinvolgersi per realizzare questo obiettivo:
- Le persone con disabilità e le loro famiglie
- Il Comune di Genova
- Il Municipio VII Ponente
- La Regione Liguria, con l’assessorato alla Sanità, ai Servizi Sociali, alla Cultura ecc.
- ASL 3 genovese
- Terzo Settore
- Lega Coop
- Confcooperative
- La Fondazione Carige
- La Fondazione S. Paolo
- Enel Cuore
- Fondazione Banco Alimentare ETS
- L’Università: Architettura, Scienze della Formazione Primaria
- Ordine degli Assistenti Sociali, dei pedagogisti, dei giornalisti, ecc.
- Federazione cuochi, pasticceri
- Consulta comunale, metropolitana, regionale per la tutela dei diritti della persona con disabilità
- Volontari
- Sponsor vari
- Associazioni ETS iscritte al RUNTS. Si potrà formare un’Associazione Temporanea d’Impresa – ATI – che si costituirà per produrre una collaborazione avente il fine di completare e poi gestire questo specifico progetto, (al quale dobbiamo trovare da subito un nome indicativo ed accattivante).
Ma vediamo di analizzare gli aspetti iniziali legati all’acquisizione, al possibile acquisto, all’adeguamento strutturale e quant’altro.
Il decreto 62 ci porterebbe al cosiddetto «budget di progetto», con il quale si potranno definire le tipologie e l’entità di risorse, economiche, ma anche umane, professionali, tecnologiche e strumentali per concretizzare questo progetto – che avranno parte comune ai diversi “progetti di vita” delle persone con disabilità che decideranno o comunque saranno individuate per unirsi e condividere questo “sogno” da realizzare.
Io sono convinto che una somma di acquisto della struttura di cui allego alcune foto, possa essere indicata in circa 700/800.000,00 euro (settecento/ottocento mila euro) possa in parte trovare riscontro nell’impegno economiche delle stesse persone/famiglie che potranno trovare Istituti bancari capaci di favorire forme di mutuo a tassi agevolati. 8/10 persone potrebbero certamente essere in grado di essere protagonisti e comproprietari di una struttura che potrà essere adeguata con ulteriori finanziamenti specifici da parte di Enti, sponsor, Bandi ecc. Il piano economico d’adeguamento strutturale non è ancora approfondito, certamente saranno necessari ulteriori 300.000,00 euro circa.
Ci tengo a ribadire che sarà fondamentale poter contare sull’ALLEANZA, sulla condivisione e costruzione dei necessari interventi rispetto ai quali sarà indispensabile un
“partenariato” tra Enti Istituzionali, Enti del Terzo Settore, soggetti privati, ecc.
Risorse economiche, risorse umane (volontari), risorse strumentali potranno essere “spalmate nel biennio 2025/2026 anche valutando la possibilità di recuperare e indirizzare una buona parte di risorse Istituzionale che fino ad oggi sono destinate a pioggia, erogate per gratificare un po’ le tante realtà territoriali, che dovranno provare a condividere una mirata, co-progettazione congiunta verso la quale indirizzare energie e risorse.
La stessa Fondazione Carige potrebbe ipotizzare che nel prossimo biennio potrà indirizzare le proprie risorse economiche in questo specifico progetto, da ancor meglio definire, invece di “disperdere” – nel senso di dividere – risorse tra un certo numero di associazioni Enti.
La Regione ed il Comune di Genova dovranno assumere un ruolo decisamente primario per un progetto che le associazioni unite in ATI saranno in grado di gestire autonomamente.
Con la Congregazione delle Suore di N.S. della neve si potrà trovare un accordo per effettuare gli interventi di adeguamento e procedere solo successivamente (dopo un anno) all’acquisto ed sulla base di un breve comodato temporaneo procedere con gli interventi di adeguamento.
Allego alcune foto della possibile “struttura” di Via della Ripe.
Sono ben consapevole di aver “abbozzato”” una proposta non semplice che necessita di essere approfondita, migliorata, se necessario stravolta. ma soprattutto condivisa, ma sono altrettanto convinto che impegnandoci INSIEME, collaborando mettendo da parte l’autoreferenzialità che può solo frenare qualsiasi iniziativa, sarà proprio la DETERMINAZIONE a farci raggiungere obiettivi, sogni che oggettivamente non sono semplici ma impongono tanta determinazione. Non ultimo credo sia importante essere convinti che questo progetto potrà in gran parte autogestirsi grazie al contributo dopo di noi lg. 112/2016 e dei Laboratori.
Grazie per l’attenzione dedicata.
Un caro saluto a tutti.
Roberto Bottaro 3388261576
Presidente e legale rappresentante Associazione OdV LE QUERCE DI MAMRE Segretario Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con disabilità






















